Internazionale
Tendenze e novità del settore ricettivo dal mondo.
Portogallo, Lisbona cancella migliaia di licenze per affitti brevi: via circa il 40% del registro
Il Portogallo resta uno dei mercati più turbolenti d'Europa per gli affitti brevi, qui chiamati 'alojamento local'. A Lisbona, all'inizio del 2026, il Comune ha cancellato circa 6.765 licenze, intorno al 40% del totale cittadino, per inattività o per la mancanza di una copertura assicurativa valida, e da allora non ha più rilasciato nuovi titoli nel centro storico. Intorno si moltiplicano le 'zone di contenimento': a Porto vige una soglia del 15%, mentre l'Algarve resta l'area più aperta. A livello nazionale il quadro è ambivalente, perché dal 2024 le licenze sono diventate permanenti e trasferibili, ma i Comuni hanno strumenti sempre più incisivi per frenare le nuove aperture. Per chi valuta un investimento all'estero, la regola d'oro è una verifica puntuale, comune per comune, prima di firmare.
Airbnb diventa una piattaforma 'full-trip': nuovi servizi, hotel boutique e AI, cosa cambia per gli host
Con il Summer Release presentato a fine maggio, Airbnb accelera la trasformazione da marketplace di case a piattaforma per l'intero viaggio. Arrivano nuovi servizi prenotabili in app, dalla consegna della spesa al transfer dall'aeroporto al deposito bagagli, oltre al noleggio auto in arrivo durante l'estate; debuttano migliaia di hotel boutique e indipendenti in 20 città, Roma compresa, e nuove esperienze, comprese quelle esclusive sui Mondiali di calcio 2026. Il cuore della novità è però l'intelligenza artificiale: riepiloghi automatici delle recensioni, ricerca e confronto guidati dall'AI, una funzione per fare domande dirette sull'annuncio e uno strumento che crea l'inserzione partendo dal solo indirizzo. Per gli host il messaggio è doppio: l'alloggio ora compete nello stesso spazio di hotel e servizi, e farsi scegliere dipende sempre più da annunci completi e da risposte rapide agli ospiti.
Grecia, la stretta sugli affitti brevi si allarga: dalle regole di Atene a Salonicco
Anche la Grecia stringe, e lo fa usando gli affitti brevi come leva di politica abitativa. Le restrizioni già in vigore nel centro di Atene vengono estese al cuore di Salonicco, mentre gli immobili che passano a un nuovo proprietario vengono automaticamente cancellati dal registro delle locazioni turistiche brevi, limitando di fatto la possibilità di continuare a usarli come case vacanza. Il quadro non punta solo sui divieti: accanto alle restrizioni il governo affianca incentivi per riportare alloggi sul mercato dell'affitto di lungo periodo. È un altro tassello del mosaico europeo, sempre più orientato a contenere la pressione del turismo sulle città. Per chi guarda all'estero come mercato, la lezione è che il rischio normativo va messo in conto prima dell'acquisto, perché le regole possono cambiare anche a immobile già comprato.
Spagna, la stretta più dura d'Europa: verso l'IVA al 21% sugli affitti brevi, maxi-multa ad Airbnb e delisting di massa
La Spagna è il fronte più caldo del continente. Sul piano fiscale il governo ha portato in Parlamento l'introduzione di un'IVA al 21% sugli affitti turistici sotto i 30 giorni, oggi non soggetti a imposta sul valore aggiunto: una mossa pensata per frenare la pressione sul mercato abitativo. Sul piano dei controlli, dopo l'avvio nel 2024 del registro unico nazionale, il ministero ha ordinato alle piattaforme la rimozione di decine di migliaia di annunci irregolari e ha comminato ad Airbnb una multa di circa 64 milioni di euro per la pubblicità di alloggi senza licenza. A livello locale, Barcellona ha confermato che entro novembre 2028 cancellerà le licenze di oltre 10.000 appartamenti turistici. Un segnale netto: registrazione, enforcement e leva fiscale insieme, non semplici avvertimenti.
Affitti brevi, in vigore le regole UE sulla trasparenza: dati di host e piattaforme condivisi con le autorità
Dal 20 maggio è operativo in tutta l'Unione il Regolamento UE 2024/1028, che fissa un quadro comune per la raccolta e la condivisione dei dati sugli affitti brevi tra host, piattaforme online e autorità. L'obiettivo dichiarato dalla Commissione è più trasparenza, meno annunci irregolari e statistiche affidabili: i dati aggregati confluiranno in Eurostat, che stima in 951,6 milioni le notti prenotate tramite piattaforme nell'UE nel 2025, circa un quarto dell'intera offerta ricettiva. Il regolamento funziona in logica 'opt-in/opt-out', quindi non tutti gli Stati sono obbligati ad applicarlo subito, ma dove viene adottato le procedure di registrazione devono essere interamente online. Per gli host italiani si somma al CIN già obbligatorio: la direzione, ovunque in Europa, è verso più controlli e tracciabilità.
Amsterdam valuta di dimezzare il tetto: 15 notti l'anno in alcune zone dal 2026
Anche il Nord Europa stringe. Amsterdam, che già limita a 30 notti l'anno l'affitto della prima casa, sta valutando di ridurre il tetto a 15 notti in alcune zone della città a partire da aprile 2026, misura ancora soggetta all'approvazione del consiglio comunale. È l'ennesimo tassello di un mosaico europeo sempre più restrittivo: Parigi tiene fermo il limite di 120 notti, mentre Barcellona, Lisbona e diverse città spagnole usano tetti rigidi, limiti alle licenze e controlli serrati. Per chi investe, il messaggio è che il rischio normativo non riguarda più una o due città ma è diventato un tema continentale declinato a livello locale: prima di puntare su un mercato conviene mettere in conto i tetti e possibili conversioni forzate verso l'affitto residenziale.
Tasse di soggiorno in aumento in Europa: per l'estate 2026 nuove imposte da Edimburgo ad Amsterdam
Non solo Italia: in vista dell'estate 2026 molte mete europee introducono o ritoccano la tassa di soggiorno. Edimburgo lancia la prima imposta di soggiorno della Scozia - il 5% sul costo del pernottamento - a partire dal 24 luglio. Amsterdam resta tra le più care dopo l'aumento dell'IVA sugli alloggi. La Grecia conferma la tassa per la resilienza climatica (da 1,5 a 15 euro a notte secondo stagione e categoria) e i contributi per i crocieristi a Mykonos e Santorini. Un movimento che, tra città d'arte e isole, rende il confronto sui costi sempre più rilevante anche per gli operatori italiani.
Spagna, stretta record sugli affitti brevi: via decine di migliaia di annunci, Barcellona verso lo stop nel 2028
In Spagna la regolamentazione degli affitti brevi accelera. Con il registro nazionale obbligatorio le autorità hanno imposto alle piattaforme la rimozione di decine di migliaia di annunci irregolari, con multe fino a centinaia di migliaia di euro e una sanzione da decine di milioni contestata ad Airbnb. Barcellona, dopo l'avallo della Corte Costituzionale, conferma la rotta verso lo stop alle licenze turistiche entro il 2028. Un segnale dell'orientamento europeo, che con il regolamento UE sui dati spinge verso registrazione e condivisione delle informazioni in tutta l'Unione.
Locazioni brevi, operativo il regolamento UE sui dati: un codice unico per ogni alloggio
È entrato in piena applicazione il Regolamento (UE) 2024/1028, che introduce un sistema europeo armonizzato per la registrazione e la tracciabilità degli alloggi in locazione breve: ogni unità deve avere un codice univoco (in Italia il CIN) e le piattaforme condivideranno i dati con le autorità.