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Estate 2026, l'indice del sovraffollamento turistico: Rimini e Venezia le province più sotto pressione
Un nuovo indice prova a misurare dove il turismo pesa di più sul territorio, incrociando densità turistica e ricettiva, intensità, tasso di utilizzo delle strutture e quota di rifiuti urbani legata al settore. In testa alla classifica delle province più sotto pressione c'è Rimini, con circa 17.000 presenze per chilometro quadrato, seguita da Venezia con circa 16.000; nella top ten figurano anche Livorno, Napoli, Milano, Trento, Roma, Verona e Trieste, con la sorpresa di Bolzano nonostante l'ambiente montano. Un limite dell'indice: non conteggia gli escursionisti in giornata né i pernottamenti nelle seconde case, per cui la pressione reale è probabilmente sottostimata. Il dato fotografa il contesto in cui maturano le strette locali su affitti brevi, tassa di soggiorno e accessi: per gli operatori, capire la pressione della propria zona aiuta a leggere in anticipo le mosse dei Comuni.
Roma, Venezia e Napoli capitali del gusto d'Europa nel 2026
Non solo overtourism: l'Italia conferma il suo peso nel turismo enogastronomico. In una classifica europea che ha messo a confronto cento città valutando piatti tipici riconosciuti, offerta di food tour e corsi di cucina e presenza di ristoranti con approccio 'eat like a local', il podio è tutto italiano: Roma al primo posto, davanti a Venezia e Napoli. Un segnale utile per chi ospita, perché il cibo è sempre più una leva di scelta della destinazione e un'occasione di esperienza da costruire attorno al soggiorno: indicazioni sui mercati, sui produttori e sui ristoranti di quartiere aumentano il valore percepito di un alloggio. La gastronomia, insomma, è un asset competitivo tanto quanto la posizione e gli arredi.
Affitti brevi, anche Roma verso la stretta: ipotesi tetto notti, indici di saturazione e leva sull'IMU
Dopo Bologna e Firenze, anche la Capitale si muove. Il Comune di Roma sta lavorando a un regolamento per limitare gli affitti brevi nelle zone più sotto pressione: tra le ipotesi sul tavolo un tetto massimo di notti affittabili l'anno, vincoli urbanistici legati a 'indici di saturazione' per quartiere e l'uso della leva fiscale, con possibili incentivi sull'IMU per chi torna al canone concordato e penalità per chi fa il percorso inverso. Si parla di un limite intorno alle 100 notti annue, con centro storico, Monti, Trastevere e Prati tra le aree più interessate. Il provvedimento dovrebbe arrivare entro l'anno e passare in Assemblea capitolina; l'amministrazione mette in conto ricorsi, ma punta sulla solidità dei dati raccolti. Per host e gestori romani conviene seguire l'iter da vicino: un tetto alle notti cambierebbe in modo sostanziale i conti di redditività.
Credito d'imposta 4.0: il 30 giugno scade il termine per gli investimenti prenotati nel 2025
A pochi giorni dalla scadenza è il momento di tirare le somme per chi nel 2025 ha 'prenotato' un investimento in beni strumentali 4.0. Il credito d'imposta Transizione 4.0 sui beni materiali dell'Allegato A spetta per gli investimenti chiusi entro il 31 dicembre 2025 oppure, a una doppia condizione fissata entro fine 2025 (ordine accettato dal venditore e acconto di almeno il 20% del costo già versato), per quelli completati entro il 30 giugno 2026. Chi rientra in questa 'coda' ha quindi tempo fino a martedì 30 giugno per consegnare, installare e interconnettere il bene; la comunicazione di completamento al GSE va poi inviata entro il 31 luglio. Se l'investimento non è pronto in tempo, o se l'acconto era sotto il 20%, il beneficio si perde. E occhio al cambio di scenario: dal 2026 il credito 4.0 non vale più per i nuovi acquisti, al suo posto è arrivato l'iperammortamento. Per le strutture ricettive e i servizi collegati il tema è concreto, perché macchinari, gestionali interconnessi e impianti rientrano spesso tra i beni agevolabili: meglio verificare subito con il proprio consulente lo stato della pratica e mettere in ordine i documenti di consegna e collaudo.
Versamenti fiscali, proroga al 20 luglio per partite IVA ISA e forfettari
Buona notizia per molti operatori: con il D.L. 89/2026 il termine per il versamento del saldo IRPEF 2025 e del primo acconto 2026 slitta dal 30 giugno al 20 luglio 2026 per i titolari di partita IVA soggetti agli ISA, per i contribuenti in regime forfettario e per i soci di società trasparenti. Per chi resta fuori da queste categorie - per esempio chi versa solo la cedolare secca come privato - vale ancora il 30 giugno, con la possibilità di pagare entro il 30 luglio applicando la maggiorazione dello 0,4%. Conviene verificare con il proprio commercialista in quale caso si rientra, per non sbagliare scadenza.
Arriva il nuovo Testo Unico delle imposte sui redditi: dentro anche cedolare secca e forfettario
Il Consiglio dei Ministri del 4 giugno 2026 ha approvato in via definitiva il nuovo Testo Unico delle Imposte sui Redditi: 377 articoli che riorganizzano in un unico corpo normativo regole sparse in decenni di leggi, sostituendo il vecchio TUIR del 1986. Per chi affitta interessa soprattutto un punto: la cedolare secca e il regime forfettario entrano nella sezione dedicata ai regimi speciali. La buona notizia è che la nuova collocazione non cambia condizioni di accesso, aliquote o vantaggi: serve solo a rendere la normativa più chiara e consultabile. Un passo verso la semplificazione, in attesa del futuro Codice Tributario.
Estate 2026, prenotazioni in crescita: traino di mare e borghi, ma con turisti più attenti ai prezzi
La stagione si annuncia positiva: secondo le stime Isnart-Unioncamere tra luglio e agosto sono attese circa 171,8 milioni di presenze, in crescita del 4,6% sul 2025, con una componente straniera in aumento (Regno Unito, Stati Uniti, Svizzera). Mare e laghi restano in testa alle preferenze, seguiti dalle città d'arte, mentre crescono borghi e destinazioni lente. C'è però il rovescio della medaglia: i rincari (ad aprile +1,7% nel comparto ricettivo) e una maggiore prudenza di spesa spingono molti italiani verso vacanze più vicine a casa e prenotazioni anticipate. Per gli operatori, due indicazioni utili: curare la vendita diretta e premiare chi prenota in anticipo.
Booking trattiene per errore la cedolare secca ai gestori con partita IVA: come tutelarsi
Diversi gestori segnalano che Booking.com sta applicando la ritenuta del 21% per locazione breve - la cosiddetta cedolare secca - anche a chi ha la partita IVA, soggetti che per legge ne sono esclusi. Interpellata, l'assistenza della piattaforma ha confermato che si tratta di un errore di configurazione e che le somme trattenute indebitamente saranno restituite con una nota di credito. La stessa documentazione ufficiale di Booking conferma che, se la partita IVA è indicata nell'extranet, la ritenuta non va applicata. Nel frattempo conviene verificare che il numero di partita IVA sia inserito correttamente nell'area partner, controllare gli estratti pagamento e conservare le comunicazioni, sentendo il proprio commercialista per il recupero di quanto trattenuto.
Affitti brevi in frenata: cresce il ricorso al contratto transitorio
Tra regole più severe, nuovi adempimenti e costi crescenti, una parte degli operatori sta spostando una quota degli immobili dalle locazioni turistiche brevi verso contratti di durata media, come la locazione transitoria. L'ANBBA legge questa tendenza non come una vittoria ma come una strategia di sopravvivenza e di adattamento, e contesta la narrazione semplicistica del proprietario che guadagna cifre enormi: la realtà quotidiana di molti piccoli host - osserva l'associazione - è ben diversa. Un segnale di mercato da monitorare, soprattutto nelle città dove la pressione normativa è più forte.
Imposta di soggiorno 2026: gettito verso 1,3 miliardi, una quota allo Stato e la sovrattassa olimpica
L'imposta di soggiorno continua a crescere: secondo le stime dell'Osservatorio nazionale il gettito 2026 può superare 1,3 miliardi di euro, con sempre più Comuni che la applicano o ne alzano le tariffe (fino a 2 euro in più a notte nei capoluoghi). La manovra 2026 ha introdotto però una novità: il 30% del maggior gettito derivante dagli aumenti va allo Stato, destinato a fondi sociali. Nei Comuni entro 30 km dalle sedi olimpiche di Milano-Cortina è possibile un incremento extra fino a 5 euro. Per chi gestisce strutture cambia ciò che si riscuote e si versa: utile aggiornare tariffe e conteggi.
Cedolare secca, prima scadenza il 30 giugno: saldo e acconto per chi affitta breve
Per chi applica la cedolare secca sugli affitti brevi si avvicina la prima scadenza fiscale dell'anno: entro il 30 giugno vanno versati, con modello F24, il saldo relativo all'anno precedente e la prima rata di acconto (salvo proroghe). L'acconto è di norma ripartito in due rate, con la seconda entro il 30 novembre; sotto i 257,52 euro si versa in un'unica soluzione a novembre. Conviene verificare per tempo importi e codici tributo, soprattutto quest'anno con le aliquote al 21% sul primo immobile e al 26% sul secondo.
Case vacanza, controlli della Guardia di Finanza e CIN a regime contro l'evasione
Con il quadro 2026 entra a pieno regime il Codice Identificativo Nazionale e si intensificano i controlli della Guardia di Finanza sulle case vacanza affittate evadendo il fisco: accertamenti sul territorio, soprattutto nelle aree a più alta pressione turistica, incrociati con l'analisi delle banche dati per individuare anomalie. Sulla soglia d'impresa, secondo le rilevazioni di AIGAB solo il 2,5% dei proprietari possiede tre o più immobili in locazione breve, la fascia per cui dal 2026 scatta la presunzione di attività imprenditoriale.
Affitti brevi, gli adempimenti fiscali di giugno: CIN in dichiarazione e dati intermediari entro il 30
Doppio appuntamento col fisco per chi gestisce strutture ricettive. Da quest'anno il Codice Identificativo Nazionale va riportato nella dichiarazione dei redditi, e gli intermediari che incassano per conto dei proprietari devono trasmettere i dati all'Agenzia delle Entrate entro il 30 giugno. Conviene verificare di essere in regola prima della scadenza.
Self check-in, la "keybox alla cieca" non basta più: serve la verifica dell'identità in tempo reale
Dopo la sentenza del Consiglio di Stato, il check-in totalmente automatico con cassetta delle chiavi o codice inviato a distanza non è più sufficiente: l'identità dell'ospite va verificata di persona o da remoto ma in diretta, al momento dell'arrivo. A Milano, da gennaio, vietate anche le keybox su suolo pubblico.
Sardegna da record: presenze ai massimi e stranieri che superano gli italiani
Il turismo sardo archivia numeri storici, nell'ordine dei 22 milioni di presenze, con una crescita superiore al 30% in due anni e una quota di stranieri che ha ormai sorpassato quella degli italiani per arrivi e pernottamenti.
Prenotazioni in anticipo: l'estate sarda spinge anche le coste meno note
Le prenotazioni per l'estate 2026 segnano in Sardegna un passo molto sostenuto, con diverse zone già verso il tutto esaurito e una domanda che si allarga oltre le mete classiche, verso Ogliastra, Sinis e il Sud dell'isola.
Estate 2026, le stime danno il turismo italiano in forte crescita
Le previsioni per l'estate convergono su una stagione robusta: Isnart-Unioncamere stima 17,8 milioni di presenze tra luglio e agosto (+4,6% sul 2025) e stranieri in aumento dell'8,3%, con la spesa turistica annua oltre i 132 miliardi.
Quando l'affitto breve diventa "impresa": la soglia dei due immobili
Il confine tra gestione privata e attività imprenditoriale resta un nodo del 2026: fino a due immobili si resta nel regime da privato con cedolare secca, mentre dal terzo scattano partita IVA e obblighi da impresa. Chi cresce nel numero di unità valuti per tempo la propria posizione fiscale.
Portogallo, Lisbona cancella migliaia di licenze per affitti brevi: via circa il 40% del registro
Il Portogallo resta uno dei mercati più turbolenti d'Europa per gli affitti brevi, qui chiamati 'alojamento local'. A Lisbona, all'inizio del 2026, il Comune ha cancellato circa 6.765 licenze, intorno al 40% del totale cittadino, per inattività o per la mancanza di una copertura assicurativa valida, e da allora non ha più rilasciato nuovi titoli nel centro storico. Intorno si moltiplicano le 'zone di contenimento': a Porto vige una soglia del 15%, mentre l'Algarve resta l'area più aperta. A livello nazionale il quadro è ambivalente, perché dal 2024 le licenze sono diventate permanenti e trasferibili, ma i Comuni hanno strumenti sempre più incisivi per frenare le nuove aperture. Per chi valuta un investimento all'estero, la regola d'oro è una verifica puntuale, comune per comune, prima di firmare.
Airbnb diventa una piattaforma 'full-trip': nuovi servizi, hotel boutique e AI, cosa cambia per gli host
Con il Summer Release presentato a fine maggio, Airbnb accelera la trasformazione da marketplace di case a piattaforma per l'intero viaggio. Arrivano nuovi servizi prenotabili in app, dalla consegna della spesa al transfer dall'aeroporto al deposito bagagli, oltre al noleggio auto in arrivo durante l'estate; debuttano migliaia di hotel boutique e indipendenti in 20 città, Roma compresa, e nuove esperienze, comprese quelle esclusive sui Mondiali di calcio 2026. Il cuore della novità è però l'intelligenza artificiale: riepiloghi automatici delle recensioni, ricerca e confronto guidati dall'AI, una funzione per fare domande dirette sull'annuncio e uno strumento che crea l'inserzione partendo dal solo indirizzo. Per gli host il messaggio è doppio: l'alloggio ora compete nello stesso spazio di hotel e servizi, e farsi scegliere dipende sempre più da annunci completi e da risposte rapide agli ospiti.
Grecia, la stretta sugli affitti brevi si allarga: dalle regole di Atene a Salonicco
Anche la Grecia stringe, e lo fa usando gli affitti brevi come leva di politica abitativa. Le restrizioni già in vigore nel centro di Atene vengono estese al cuore di Salonicco, mentre gli immobili che passano a un nuovo proprietario vengono automaticamente cancellati dal registro delle locazioni turistiche brevi, limitando di fatto la possibilità di continuare a usarli come case vacanza. Il quadro non punta solo sui divieti: accanto alle restrizioni il governo affianca incentivi per riportare alloggi sul mercato dell'affitto di lungo periodo. È un altro tassello del mosaico europeo, sempre più orientato a contenere la pressione del turismo sulle città. Per chi guarda all'estero come mercato, la lezione è che il rischio normativo va messo in conto prima dell'acquisto, perché le regole possono cambiare anche a immobile già comprato.
Spagna, la stretta più dura d'Europa: verso l'IVA al 21% sugli affitti brevi, maxi-multa ad Airbnb e delisting di massa
La Spagna è il fronte più caldo del continente. Sul piano fiscale il governo ha portato in Parlamento l'introduzione di un'IVA al 21% sugli affitti turistici sotto i 30 giorni, oggi non soggetti a imposta sul valore aggiunto: una mossa pensata per frenare la pressione sul mercato abitativo. Sul piano dei controlli, dopo l'avvio nel 2024 del registro unico nazionale, il ministero ha ordinato alle piattaforme la rimozione di decine di migliaia di annunci irregolari e ha comminato ad Airbnb una multa di circa 64 milioni di euro per la pubblicità di alloggi senza licenza. A livello locale, Barcellona ha confermato che entro novembre 2028 cancellerà le licenze di oltre 10.000 appartamenti turistici. Un segnale netto: registrazione, enforcement e leva fiscale insieme, non semplici avvertimenti.
Affitti brevi, in vigore le regole UE sulla trasparenza: dati di host e piattaforme condivisi con le autorità
Dal 20 maggio è operativo in tutta l'Unione il Regolamento UE 2024/1028, che fissa un quadro comune per la raccolta e la condivisione dei dati sugli affitti brevi tra host, piattaforme online e autorità. L'obiettivo dichiarato dalla Commissione è più trasparenza, meno annunci irregolari e statistiche affidabili: i dati aggregati confluiranno in Eurostat, che stima in 951,6 milioni le notti prenotate tramite piattaforme nell'UE nel 2025, circa un quarto dell'intera offerta ricettiva. Il regolamento funziona in logica 'opt-in/opt-out', quindi non tutti gli Stati sono obbligati ad applicarlo subito, ma dove viene adottato le procedure di registrazione devono essere interamente online. Per gli host italiani si somma al CIN già obbligatorio: la direzione, ovunque in Europa, è verso più controlli e tracciabilità.
Amsterdam valuta di dimezzare il tetto: 15 notti l'anno in alcune zone dal 2026
Anche il Nord Europa stringe. Amsterdam, che già limita a 30 notti l'anno l'affitto della prima casa, sta valutando di ridurre il tetto a 15 notti in alcune zone della città a partire da aprile 2026, misura ancora soggetta all'approvazione del consiglio comunale. È l'ennesimo tassello di un mosaico europeo sempre più restrittivo: Parigi tiene fermo il limite di 120 notti, mentre Barcellona, Lisbona e diverse città spagnole usano tetti rigidi, limiti alle licenze e controlli serrati. Per chi investe, il messaggio è che il rischio normativo non riguarda più una o due città ma è diventato un tema continentale declinato a livello locale: prima di puntare su un mercato conviene mettere in conto i tetti e possibili conversioni forzate verso l'affitto residenziale.
Tasse di soggiorno in aumento in Europa: per l'estate 2026 nuove imposte da Edimburgo ad Amsterdam
Non solo Italia: in vista dell'estate 2026 molte mete europee introducono o ritoccano la tassa di soggiorno. Edimburgo lancia la prima imposta di soggiorno della Scozia - il 5% sul costo del pernottamento - a partire dal 24 luglio. Amsterdam resta tra le più care dopo l'aumento dell'IVA sugli alloggi. La Grecia conferma la tassa per la resilienza climatica (da 1,5 a 15 euro a notte secondo stagione e categoria) e i contributi per i crocieristi a Mykonos e Santorini. Un movimento che, tra città d'arte e isole, rende il confronto sui costi sempre più rilevante anche per gli operatori italiani.
Spagna, stretta record sugli affitti brevi: via decine di migliaia di annunci, Barcellona verso lo stop nel 2028
In Spagna la regolamentazione degli affitti brevi accelera. Con il registro nazionale obbligatorio le autorità hanno imposto alle piattaforme la rimozione di decine di migliaia di annunci irregolari, con multe fino a centinaia di migliaia di euro e una sanzione da decine di milioni contestata ad Airbnb. Barcellona, dopo l'avallo della Corte Costituzionale, conferma la rotta verso lo stop alle licenze turistiche entro il 2028. Un segnale dell'orientamento europeo, che con il regolamento UE sui dati spinge verso registrazione e condivisione delle informazioni in tutta l'Unione.
Locazioni brevi, operativo il regolamento UE sui dati: un codice unico per ogni alloggio
È entrato in piena applicazione il Regolamento (UE) 2024/1028, che introduce un sistema europeo armonizzato per la registrazione e la tracciabilità degli alloggi in locazione breve: ogni unità deve avere un codice univoco (in Italia il CIN) e le piattaforme condivideranno i dati con le autorità.
Bologna, decade il vincolo dei 50 mq per gli affitti brevi (ma il resto delle regole resta)
A Bologna cade uno degli ostacoli più discussi per le locazioni turistiche: il Consiglio di Stato ha annullato, per un vizio procedurale, le restrizioni che il Comune aveva introdotto nel 2024 - la categoria urbanistica B3 e la superficie minima di 50 mq nel centro storico. Per il 2026 si può quindi avviare l'attività secondo le regole precedenti, e chi si era visto negare l'autorizzazione può valutare la richiesta di risarcimento. Attenzione però: restano pienamente in vigore CIN, requisiti di sicurezza e imposta di soggiorno (a Bologna il 10,5% del prezzo, fino a 7 euro a persona e a 5 notti). Il Comune, inoltre, potrebbe riavviare l'iter in modo proceduralmente corretto.
Piemonte, più libertà per B&B ed enoturismo dopo la sentenza del Consiglio di Stato
In Piemonte il quadro per l'extra-alberghiero cambia in meglio: dopo la sentenza del Consiglio di Stato (n. 5262/2024) sono diventati inefficaci diversi vincoli del regolamento regionale 4/2018, tra cui i limiti minimi di apertura (271 giorni l'anno o 90 stagionali, con almeno 45 continuativi) previsti per alcuni B&B e affittacamere non imprenditoriali. Il risultato è una maggiore libertà gestionale e la possibilità di modulare l'apertura sulla domanda reale. A beneficiarne soprattutto la micro-ospitalità, il turismo familiare e l'enoturismo rurale, con il recupero di cascine e immobili storici oggi più agevole. Non è una liberalizzazione totale, ma un alleggerimento dei vincoli regionali, in attesa di un assetto definitivo.
Sicilia, Modello B entro il 30 giugno o si rischia la revoca di CIR e CIN
Le locazioni turistiche già attive in Sicilia, con CIR ottenuto prima del 25 giugno 2025, devono trasmettere entro il 30 giugno 2026 il Modello B previsto dal decreto assessoriale regionale, con la documentazione richiesta. Il Dipartimento regionale del Turismo ha confermato che il mancato invio comporta la cessazione della struttura ricettiva, con revoca del Codice Identificativo Regionale e del Codice Identificativo Nazionale. L'associazione ASE Sicilia invita gli operatori ad adempiere per tempo.
Toscana, slitta al 2027 l'obbligo di destinazione d'uso turistica per l'extra-alberghiero
Cambia il quadro che avevamo segnalato pochi giorni fa: il Consiglio Regionale della Toscana ha modificato il Testo Unico del Turismo (L.R. 61/2024) e ha prorogato il termine per adeguarsi all'obbligo di destinazione d'uso turistico-ricettiva. B&B, affittacamere, case vacanza e residenze d'epoca avranno ora tempo fino al 30 dicembre 2027, invece del 1° luglio 2026. La proroga evita l'emergenza per migliaia di piccoli operatori, ma - come osserva anche l'ANBBA - i nodi restano: il cambio di destinazione d'uso continua a richiedere regole chiare e uniformi tra i Comuni. Un rinvio utile, non ancora una soluzione definitiva.
Firenze allarga lo stop ai nuovi affitti brevi: niente nuove aperture in 504 strade
Il Comune di Firenze estende oltre il centro storico Unesco il blocco delle nuove locazioni turistiche brevi: in 504 strade, fino al 2028, non si potranno aprire nuovi B&B e appartamenti destinati agli affitti brevi. La misura, sostenuta dalla sindaca Sara Funaro e ispirata al modello Barcellona, nasce da uno studio sul rischio di "spillover" verso quartieri come San Frediano. Diventa esecutiva intorno a metà giugno, tra le critiche del governo.
Toscana, dal 1° luglio l'extralberghiero solo in immobili "turistico-ricettivi"
In Toscana il Testo Unico del Turismo (L.R. 61/2024) prevede che diverse attività extralberghiere in civile abitazione - come B&B, affittacamere e case vacanza - possano operare a regime solo in immobili con destinazione d'uso urbanistica turistico-ricettiva. È in corso un regime transitorio fino al 30 giugno 2026 e l'obbligo è indicato come effettivo dal 1° luglio. La Regione ha annunciato l'intenzione di prorogare e semplificare, con ipotesi di slittamento, ma ad oggi la data di riferimento resta il 1° luglio 2026.
Venezia, il contributo d'accesso verso i 50 euro nei giorni di punta
Venezia alza il tiro sull'overtourism. Dopo la sperimentazione del contributo d'accesso, oggi tra 5 e 10 euro, il Comune valuta una stretta ben più forte: portare il ticket fino a 30 o 50 euro nelle giornate più critiche, con tariffa modulata in base alla data e al numero di prenotazioni. La misura riguarderebbe solo i visitatori giornalieri, gli escursionisti che arrivano senza pernottare, mentre resterebbero esclusi residenti, lavoratori e turisti che dormono in città. La proposta, evocata in campagna elettorale dal sindaco Simone Venturini, dovrebbe arrivare entro due settimane sul tavolo del Governo. C'è però un nodo: il contributo è oggi equiparato per legge al tetto della tassa di soggiorno, 10 euro, quindi per arrivare a 50 servirebbe un nuovo intervento legislativo. Per chi gestisce alloggi, chi pernotta in struttura registrata resta esente, ma la pressione politica sui flussi continua a crescere.
Venezia, il contributo d'accesso 2026: 60 giornate, 5 o 10 euro e prenotazione anticipata
Venezia conferma per il 2026 il contributo d'accesso per i visitatori giornalieri della Città antica: 60 giornate (sei più del 2025), in prevalenza weekend tra aprile e luglio, dalle 8.30 alle 16. Si pagano 5 euro prenotando entro il quart'ultimo giorno e 10 euro sotto data; esenti, tra gli altri, chi pernotta in struttura - e quindi versa l'imposta di soggiorno - e i residenti in Veneto. Nella sperimentazione 2025 la città ha incassato circa 5,4 milioni di euro con oltre 720 mila visitatori giornalieri paganti. È la prima città al mondo ad adottare questo modello, osservato con interesse a livello internazionale.