Italia
Notizie, normative e dati del settore ricettivo italiano.
Estate 2026, l'indice del sovraffollamento turistico: Rimini e Venezia le province più sotto pressione
Un nuovo indice prova a misurare dove il turismo pesa di più sul territorio, incrociando densità turistica e ricettiva, intensità, tasso di utilizzo delle strutture e quota di rifiuti urbani legata al settore. In testa alla classifica delle province più sotto pressione c'è Rimini, con circa 17.000 presenze per chilometro quadrato, seguita da Venezia con circa 16.000; nella top ten figurano anche Livorno, Napoli, Milano, Trento, Roma, Verona e Trieste, con la sorpresa di Bolzano nonostante l'ambiente montano. Un limite dell'indice: non conteggia gli escursionisti in giornata né i pernottamenti nelle seconde case, per cui la pressione reale è probabilmente sottostimata. Il dato fotografa il contesto in cui maturano le strette locali su affitti brevi, tassa di soggiorno e accessi: per gli operatori, capire la pressione della propria zona aiuta a leggere in anticipo le mosse dei Comuni.
Roma, Venezia e Napoli capitali del gusto d'Europa nel 2026
Non solo overtourism: l'Italia conferma il suo peso nel turismo enogastronomico. In una classifica europea che ha messo a confronto cento città valutando piatti tipici riconosciuti, offerta di food tour e corsi di cucina e presenza di ristoranti con approccio 'eat like a local', il podio è tutto italiano: Roma al primo posto, davanti a Venezia e Napoli. Un segnale utile per chi ospita, perché il cibo è sempre più una leva di scelta della destinazione e un'occasione di esperienza da costruire attorno al soggiorno: indicazioni sui mercati, sui produttori e sui ristoranti di quartiere aumentano il valore percepito di un alloggio. La gastronomia, insomma, è un asset competitivo tanto quanto la posizione e gli arredi.
Affitti brevi, anche Roma verso la stretta: ipotesi tetto notti, indici di saturazione e leva sull'IMU
Dopo Bologna e Firenze, anche la Capitale si muove. Il Comune di Roma sta lavorando a un regolamento per limitare gli affitti brevi nelle zone più sotto pressione: tra le ipotesi sul tavolo un tetto massimo di notti affittabili l'anno, vincoli urbanistici legati a 'indici di saturazione' per quartiere e l'uso della leva fiscale, con possibili incentivi sull'IMU per chi torna al canone concordato e penalità per chi fa il percorso inverso. Si parla di un limite intorno alle 100 notti annue, con centro storico, Monti, Trastevere e Prati tra le aree più interessate. Il provvedimento dovrebbe arrivare entro l'anno e passare in Assemblea capitolina; l'amministrazione mette in conto ricorsi, ma punta sulla solidità dei dati raccolti. Per host e gestori romani conviene seguire l'iter da vicino: un tetto alle notti cambierebbe in modo sostanziale i conti di redditività.
Credito d'imposta 4.0: il 30 giugno scade il termine per gli investimenti prenotati nel 2025
A pochi giorni dalla scadenza è il momento di tirare le somme per chi nel 2025 ha 'prenotato' un investimento in beni strumentali 4.0. Il credito d'imposta Transizione 4.0 sui beni materiali dell'Allegato A spetta per gli investimenti chiusi entro il 31 dicembre 2025 oppure, a una doppia condizione fissata entro fine 2025 (ordine accettato dal venditore e acconto di almeno il 20% del costo già versato), per quelli completati entro il 30 giugno 2026. Chi rientra in questa 'coda' ha quindi tempo fino a martedì 30 giugno per consegnare, installare e interconnettere il bene; la comunicazione di completamento al GSE va poi inviata entro il 31 luglio. Se l'investimento non è pronto in tempo, o se l'acconto era sotto il 20%, il beneficio si perde. E occhio al cambio di scenario: dal 2026 il credito 4.0 non vale più per i nuovi acquisti, al suo posto è arrivato l'iperammortamento. Per le strutture ricettive e i servizi collegati il tema è concreto, perché macchinari, gestionali interconnessi e impianti rientrano spesso tra i beni agevolabili: meglio verificare subito con il proprio consulente lo stato della pratica e mettere in ordine i documenti di consegna e collaudo.
Versamenti fiscali, proroga al 20 luglio per partite IVA ISA e forfettari
Buona notizia per molti operatori: con il D.L. 89/2026 il termine per il versamento del saldo IRPEF 2025 e del primo acconto 2026 slitta dal 30 giugno al 20 luglio 2026 per i titolari di partita IVA soggetti agli ISA, per i contribuenti in regime forfettario e per i soci di società trasparenti. Per chi resta fuori da queste categorie - per esempio chi versa solo la cedolare secca come privato - vale ancora il 30 giugno, con la possibilità di pagare entro il 30 luglio applicando la maggiorazione dello 0,4%. Conviene verificare con il proprio commercialista in quale caso si rientra, per non sbagliare scadenza.
Arriva il nuovo Testo Unico delle imposte sui redditi: dentro anche cedolare secca e forfettario
Il Consiglio dei Ministri del 4 giugno 2026 ha approvato in via definitiva il nuovo Testo Unico delle Imposte sui Redditi: 377 articoli che riorganizzano in un unico corpo normativo regole sparse in decenni di leggi, sostituendo il vecchio TUIR del 1986. Per chi affitta interessa soprattutto un punto: la cedolare secca e il regime forfettario entrano nella sezione dedicata ai regimi speciali. La buona notizia è che la nuova collocazione non cambia condizioni di accesso, aliquote o vantaggi: serve solo a rendere la normativa più chiara e consultabile. Un passo verso la semplificazione, in attesa del futuro Codice Tributario.
Estate 2026, prenotazioni in crescita: traino di mare e borghi, ma con turisti più attenti ai prezzi
La stagione si annuncia positiva: secondo le stime Isnart-Unioncamere tra luglio e agosto sono attese circa 171,8 milioni di presenze, in crescita del 4,6% sul 2025, con una componente straniera in aumento (Regno Unito, Stati Uniti, Svizzera). Mare e laghi restano in testa alle preferenze, seguiti dalle città d'arte, mentre crescono borghi e destinazioni lente. C'è però il rovescio della medaglia: i rincari (ad aprile +1,7% nel comparto ricettivo) e una maggiore prudenza di spesa spingono molti italiani verso vacanze più vicine a casa e prenotazioni anticipate. Per gli operatori, due indicazioni utili: curare la vendita diretta e premiare chi prenota in anticipo.
Booking trattiene per errore la cedolare secca ai gestori con partita IVA: come tutelarsi
Diversi gestori segnalano che Booking.com sta applicando la ritenuta del 21% per locazione breve - la cosiddetta cedolare secca - anche a chi ha la partita IVA, soggetti che per legge ne sono esclusi. Interpellata, l'assistenza della piattaforma ha confermato che si tratta di un errore di configurazione e che le somme trattenute indebitamente saranno restituite con una nota di credito. La stessa documentazione ufficiale di Booking conferma che, se la partita IVA è indicata nell'extranet, la ritenuta non va applicata. Nel frattempo conviene verificare che il numero di partita IVA sia inserito correttamente nell'area partner, controllare gli estratti pagamento e conservare le comunicazioni, sentendo il proprio commercialista per il recupero di quanto trattenuto.
Affitti brevi in frenata: cresce il ricorso al contratto transitorio
Tra regole più severe, nuovi adempimenti e costi crescenti, una parte degli operatori sta spostando una quota degli immobili dalle locazioni turistiche brevi verso contratti di durata media, come la locazione transitoria. L'ANBBA legge questa tendenza non come una vittoria ma come una strategia di sopravvivenza e di adattamento, e contesta la narrazione semplicistica del proprietario che guadagna cifre enormi: la realtà quotidiana di molti piccoli host - osserva l'associazione - è ben diversa. Un segnale di mercato da monitorare, soprattutto nelle città dove la pressione normativa è più forte.
Imposta di soggiorno 2026: gettito verso 1,3 miliardi, una quota allo Stato e la sovrattassa olimpica
L'imposta di soggiorno continua a crescere: secondo le stime dell'Osservatorio nazionale il gettito 2026 può superare 1,3 miliardi di euro, con sempre più Comuni che la applicano o ne alzano le tariffe (fino a 2 euro in più a notte nei capoluoghi). La manovra 2026 ha introdotto però una novità: il 30% del maggior gettito derivante dagli aumenti va allo Stato, destinato a fondi sociali. Nei Comuni entro 30 km dalle sedi olimpiche di Milano-Cortina è possibile un incremento extra fino a 5 euro. Per chi gestisce strutture cambia ciò che si riscuote e si versa: utile aggiornare tariffe e conteggi.
Cedolare secca, prima scadenza il 30 giugno: saldo e acconto per chi affitta breve
Per chi applica la cedolare secca sugli affitti brevi si avvicina la prima scadenza fiscale dell'anno: entro il 30 giugno vanno versati, con modello F24, il saldo relativo all'anno precedente e la prima rata di acconto (salvo proroghe). L'acconto è di norma ripartito in due rate, con la seconda entro il 30 novembre; sotto i 257,52 euro si versa in un'unica soluzione a novembre. Conviene verificare per tempo importi e codici tributo, soprattutto quest'anno con le aliquote al 21% sul primo immobile e al 26% sul secondo.
Case vacanza, controlli della Guardia di Finanza e CIN a regime contro l'evasione
Con il quadro 2026 entra a pieno regime il Codice Identificativo Nazionale e si intensificano i controlli della Guardia di Finanza sulle case vacanza affittate evadendo il fisco: accertamenti sul territorio, soprattutto nelle aree a più alta pressione turistica, incrociati con l'analisi delle banche dati per individuare anomalie. Sulla soglia d'impresa, secondo le rilevazioni di AIGAB solo il 2,5% dei proprietari possiede tre o più immobili in locazione breve, la fascia per cui dal 2026 scatta la presunzione di attività imprenditoriale.
Affitti brevi, gli adempimenti fiscali di giugno: CIN in dichiarazione e dati intermediari entro il 30
Doppio appuntamento col fisco per chi gestisce strutture ricettive. Da quest'anno il Codice Identificativo Nazionale va riportato nella dichiarazione dei redditi, e gli intermediari che incassano per conto dei proprietari devono trasmettere i dati all'Agenzia delle Entrate entro il 30 giugno. Conviene verificare di essere in regola prima della scadenza.
Self check-in, la "keybox alla cieca" non basta più: serve la verifica dell'identità in tempo reale
Dopo la sentenza del Consiglio di Stato, il check-in totalmente automatico con cassetta delle chiavi o codice inviato a distanza non è più sufficiente: l'identità dell'ospite va verificata di persona o da remoto ma in diretta, al momento dell'arrivo. A Milano, da gennaio, vietate anche le keybox su suolo pubblico.
Sardegna da record: presenze ai massimi e stranieri che superano gli italiani
Il turismo sardo archivia numeri storici, nell'ordine dei 22 milioni di presenze, con una crescita superiore al 30% in due anni e una quota di stranieri che ha ormai sorpassato quella degli italiani per arrivi e pernottamenti.
Prenotazioni in anticipo: l'estate sarda spinge anche le coste meno note
Le prenotazioni per l'estate 2026 segnano in Sardegna un passo molto sostenuto, con diverse zone già verso il tutto esaurito e una domanda che si allarga oltre le mete classiche, verso Ogliastra, Sinis e il Sud dell'isola.
Estate 2026, le stime danno il turismo italiano in forte crescita
Le previsioni per l'estate convergono su una stagione robusta: Isnart-Unioncamere stima 17,8 milioni di presenze tra luglio e agosto (+4,6% sul 2025) e stranieri in aumento dell'8,3%, con la spesa turistica annua oltre i 132 miliardi.
Quando l'affitto breve diventa "impresa": la soglia dei due immobili
Il confine tra gestione privata e attività imprenditoriale resta un nodo del 2026: fino a due immobili si resta nel regime da privato con cedolare secca, mentre dal terzo scattano partita IVA e obblighi da impresa. Chi cresce nel numero di unità valuti per tempo la propria posizione fiscale.